‘Ndrangheta, al via operazione contro le “vacche sacre”

17:40 – 6 marzo 2018 

Partecipatissima la riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica convocata dal Prefetto di Reggio Calabria, Michele di Bari, a Cittanova nell’odierna mattinata.
Il tema in discussione, d’altra parte, è tra quelli che rivestono particolare rilievo nella nostra realtà.
Si tratta, infatti, della nota questione delle “vacche sacre”, uno dei fenomeni endemici del territorio provinciale, assurto negli anni a emblema delle prevaricazioni esercitate da famiglie di ‘ndrangheta nei territori della Piana e della Locride e causa di grave disagio e pericolo per le popolazioni locali.
La riunione, invero segue ad altra, tenutasi sempre a Cittanova, il 18 gennaio 2018, nel corso della quale sono state approntate le prime strategie sperimentali di contrasto al fenomeno, sotto il duplice profilo del rischio per l’incolumità pubblica, dell’ igiene e della sanità pubblica e della sicurezza e dell’ordine pubblico.
Su tali strategie la Prefettura mantiene alta l’attenzione.
L’odierno incontro ha quale precipuo obiettivo quello di fare il punto della situazione e verificare se le strategie intraprese possono essere definitivamente varate, in sinergia tra tutti gli enti ed organismi coinvolti.
“E’ intollerabile, ha dichiarato il Prefetto Michele di Bari, ad apertura dei lavori, che soggetti criminali continuino a dedicarsi a forme di pascolo abusivo, determinando condizioni di criticità e di rischio nei territori della Piana e della Locride in una spirale di illegalità, che va assolutamente interrotta. Su tale piaga sociale, incancrenitasi nel corso degli anni, occorre intervenire con determinazione, programmare interventi operativi mirati e compiere ogni sforzo. Per quanto riguarda la Prefettura abbiamo posto in essere una intensa attività di coordinamento, attivando tutte le competenze istituzionali necessarie, e con l’impegno delle Forze di Polizia sono stati rafforzati i dispositivi di vigilanza e controllo del territorio”.
Il fenomeno presenta caratteri di particolare complessità. Gli animali in questione, ormai inselvatichiti, tendono a utilizzare ricoveri inaccessibili, da dove si spostano di territorio in territorio, in branchi più o meno numerosi, in specie tra i comuni di Cittanova, Taurianova, Molochio e Terranova Sappo Minulio ed altri, per esigenze di pascolo e di acqua.
Contravvenendo alle norme ed ai regolamenti di settore risultano in gran parte privi di sistemi di identificazione e quindi dei meccanismi di rintracciabilità dettati ai fini della sicurezza alimentare, di profilassi e controllo sanitario.
D’altro canto, il settore è conosciuto come di interesse criminale, anche per il possibile utilizzo delle carni attraverso sistemi abusivi di macellazione clandestina e soggetto a infiltrazioni della ‘ndrangheta a fini di dominio e controllo del territorio.
Particolarmente attento è stato, dunque, il confronto tra tutte le componenti istituzionali intervenute.
Hanno, infatti, partecipato, oltre al Procuratore Distrettuale della Repubblica Vicario di Reggio Calabria, Dott. Gaetano Calogero Paci, ed al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palmi, dott. Ottavio Sferlazza, hanno partecipato all’incontro i Responsabili provinciali delle Forze di Polizia, il Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco, i Sindaci dei Comuni di Cittanova, Ardore, Bova, Delianuova, Molochio, San Giorgio Morgeto, Pazzano, Polistena, Terranova Sappo Minulio e Taurianova, quest’ultimo anche in rappresentanza della Città Metropolitana, nonché il Presidente del Parco Nazionale Aspromonte, i Responsabili dei Servizi Veterinari dell’Azienda Sanitaria Provinciale, i Dirigenti dell’ANAS Autostrade e Viabilità, il Presidente di Azienda Calabria Verde e, infine, il Presidente del Comitato denominato “No bull”, una organizzazione solidaristica attiva nel settore.
E’ stata ribadita la cornice ordinamentale entro cui disporre i provvedimenti e segnatamente l’Ordinanza del Ministero della Salute 28 maggio 2015 ed i regolamenti comunitari che disciplinano le procedure di sicurezza alimentare, il sistema di identificazione e registrazione dei bovini, le norme di profilassi e prevenzione del rischio sanitario, che impongono rigorosi principi di tracciabilità e conseguenti prassi rigide di prevenzione e salvaguardia della salute umana.
Di tutta evidenza resta la pedissequa osservanza dell’art. 544 bis c.p., che reca norme sul divieto di maltrattamento degli animali.

http://www.strill.it/citta/reggio/2018/03/ndrangheta-al-via-operazione-le-vacche-sacre/

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