Locride, conclusa l’operazione “Vacche sacre”

Soddisfazione del prefetto di Reggio di Bari per l’esito della prima fase dell’intervento contro il fenomeno di “presenza” dei clan nella zona: «Gli interventi proseguiranno con maggiore intensità»

Venerdì, 23 Marzo 2018

REGGIO CALABRIA «Il fenomeno delle c.d. “vacche sacre”, uno dei fenomeni endemici di questo territorio provinciale, assurto negli anni a emblema delle prevaricazioni esercitate da famiglie di ‘ndrangheta nei territori della Piana e della Locride, sembra abbia finalmente trovato una efficace strategia di contrasto». È quanto si afferma in una nota della Prefettura di Reggio Calabria che annuncia la conclusione della prima fase sperimentale del piano di controllo e prevenzione del fenomeno disposto e coordinato dal Prefetto di Reggio Calabria, Michele di Bari, ed affidato, per i profili operativi, alla sapiente regia del questore di Reggio Calabria, Raffaele Grassi, volge alla conclusione, rivelandosi invero efficace.
«Le operazioni – è scritto nella nota – sono il frutto di una intensa collaborazione istituzionale, che, a partire dal presidente del Parco Nazionale Aspromonte, Giuseppe Bombino, ha visto a vario titolo impegnati il Procuratore distrettuale della repubblica vicario di Reggio Calabria, Gaetano Calogero Paci, il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palmi, Ottavio Sferlazza, ed ancora i responsabili provinciali delle Forze di Polizia, il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, il sindaco della Città Metropolitana e i sindaci dei Comuni di Cittanova, Ardore, Bova, Delianuova, Molochio, San Giorgio Morgeto, Pazzano, Polistena, Terranova Sappo Minulio e Taurianova, i responsabili dei servizi Veterinari dell’Azienda sanitaria provinciale, i dirigenti dell’Anas Autostrade e Viabilità, il presidente di Azienda Calabria Verde e, infine, il presidente del Comitato denominato “No bull”, una organizzazione solidaristica attiva nel settore».
«Il bilancio delle operazioni è senz’altro positivo – ha dichiarato il prefetto Michele di Bari. Le attività di questi giorni si stanno rivelando significative sotto vari profili, in specie dal punto di vista della sicurezza pubblica e della prevenzione e del controllo del territorio. Possiamo affermare che quei simboli di intangibilità tradizionalmente noti come “vacche sacre” siano stati infranti. Quanti nel corso di questi anni hanno perseguito direttamente o indirettamente gli interessi illeciti delle famiglie di ‘ndrangheta, si sono trovati di fronte uno Stato forte e coeso, impegnato nelle sue varie articolazioni, determinato ad aggredire e contrastare tale intollerabile fenomenologia criminale. Gli interventi proseguiranno con maggiore intensità e saranno estesi a tutti i territori a rischio, per come individuati, d’intesa con i sindaci, nel Tavolo tecnico istituito presso la locale Questura. Il futuro non mancherà di riservarci nel settore ulteriori significativi risultati».
«La complessiva attività  di contrasto – è scritto nel comunicato stampa della Prefettura -, come è noto, è scaturita da analisi e approfondimenti in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, nelle riunioni tenute, per ultimo, il 18 gennaio ed il 6 marzo in Cittanova, una delle aree maggiormente sensibili, nel corso delle quali sono state delineate le linee di intervento sotto il duplice profilo della sicurezza e dell’ordine pubblico nonché del rischio per l’incolumità pubblica, per l’ igiene e la sanità pubblica, aspetti, entrambi, sui quali la Prefettura ha mantenuto e continuerà a mantenere alta l’attenzione».
«Sono state, infatti, sperimentate efficaci tecniche di cattura e narcotizzazione – si legge ancora nella nota – predisposti stazzi di raccolta degli animali, disposti i previsti protocolli di profilassi e controllo sanitario e, soprattutto, sviluppate competenze in loco, con l’ausilio di esperti esterni, attraverso opportune attività formative.
Nell’ambito delle operazioni di questi giorni, peraltro tuttora in corso, i primi bovini, già in congruo numero, sono stati individuati, narcotizzati e trasportati in sicurezza nell’area di sosta realizzata in località Zomaro di Cittanova dal Parco Nazionale Aspromonte».
«Saranno ora sottoposti ai controlli sanitari di rito – aggiunge la nota – a cura dei competenti uffici veterinari dell’Azienda sanitaria provinciale e, quindi, affidati ai sindaci, i quali, come previsto dall’ordinamento, con propria ordinanza stabiliranno le consequenziali misure a tutela della salute e della pubblica incolumità. Sotto altri aspetti, in relazione alla connessa problematica di incidentalità, gli enti titolari della viabilità provinciale e nazionale hanno avviato i lavori di messa in sicurezza della rete stradale, frapponendo barriere lungo i luoghi di passaggio«.
«In parallelo al piano operativo – conclude il comunicato stampa – saranno sviluppate mirate attività investigative, anche in funzione antifrode, e rafforzati i dispositivi di vigilanza e controllo del territorio, estesi agli allevamenti presenti in zona, per l’eventuale contestazione di violazioni ex art. 672 c.p. per omessa custodia e mal governo di animali».

http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/67757-locride,-conclusa-l%E2%80%99operazione-%E2%80%9Cvacche-sacre%E2%80%9D-video

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